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I METODI D'ADDESTRAMENTO Ci sono stati molti dibattiti nel corso degli anni riguardo i metodi di addestramento degli animali, in particolare quegli animali che la legge definisce “animali selvatici pericolosi”, ad esempio leoni, tigri, elefanti, orsi. In uno studio precedente del 1989 Kiley-Worthington ha notato l’uso della repressione fisica come per esempio i lacci utilizzati all’inizio dell’addestramento negli ungulati (per convincere un cavallo ad alzare la gamba, o ad inchinarsi) e che l’uso dell’uncino appuntito tra le orecchie degli elefanti era uno stimolo doloroso. I rimproveri verbali mediante delle urla venivano sostituiti dalla frusta se non corrisposti da una risposta adeguata. Se l’animale eseguiva l’esercizio in modo corretto veniva ricompensato con complimenti e qualche volta con del cibo. Tutto questo è correlato alla nostra esperienza, eccetto che noi abbiamo osservato un abuso nella forma di abusi verbali regolari, uso di pugni, fruste, punzoni, spade, pali, forconi da fieno, o qualsiasi altro utensile manipolabile, scappellotti, fino a gonfiare di botte l’animale. I presentatori, addestratori, guardiani e stallieri non erano consapevoli della presenza di un nostro ispettore e nemmeno di essere filmati. Non esistono “standards” per l’addestramento, i metodi vengono custoditi gelosamente e possono essere tramandati tra addestratori informalmente; abbiamo osservato che i metodi utilizzati dipendono dalla personalità dell’addestratore; alcuni, più di altri, erano sicuramente più aggressivi nei confronti dei loro animali. Dissentiamo fortemente con l’idea di Kiley-Worthington per cui gli animali non possono essere addestrati mediante intimidazione e crudeltà. Persino gli animali grandi e pericolosi possono essere portati a uno stato di dipendenza causata da condizionamenti di lunga durata nei confronti di chi abusa di loro. Tutti gli animali che abbiamo incontrato temevano gli esseri umani. Tutti gli animali hanno vissuto l’esperienza del cibo negato per non avere eseguito gli esercizi in modo corretto, e grida, imprecazioni, e intimidazioni per non essersi mossi sufficientemente in fretta. E’ pure probabile che l’esperienza di grandi privazioni a cui gli animali venivano spesso sottoposti abbia annullato ogni tentativo di sfida. E’ risaputo che alcuni esseri umani, consapevoli di avere un’alternativa, tentano terrorizzati di accontentare la persona che abusa di loro, e gli sono grati per ogni gentilezza. Gli abusi verbali erano i più comuni; siamo rimasti colpiti dall’analogia tra l’intensità dell’abuso verbale e i condizionamenti mentali delle persone. Per esempio al Monte Carlo Circus Festival un gruppo di elefanti veniva inseguito sia nel ring che fuori, gli addestratori urlavano e tormentavano gli animali costantemente finché non erano nelle loro tende incatenati. Agli animali non veniva lasciato il tempo di pensare. Nei circhi inglesi, durante il periodo dello studio, sono state osservate intimidazioni simili a questa particolarmente con i grandi felini. L’addestramento inizia fin da quando gli animali sono ancora molto giovani in modo da fissare più facilmente le abitudini mentali dei cuccioli. Sperimentare già in tenera età la frusta, il bastone oppure gli uncini per gli elefanti, stimola la paura di deludere l’addestratore o il guardiano, e il premio, così come l’apparente affetto e ricompensa di cibo, formano la relazione necessaria basata sulla dipendenza. L’addestratore o il guardiano diventa il capo da temere e da cui dipendere per ottenere la sua approvazione, affetto ed evitare la punizione. I nostri ispettori venivano ammoniti per non imporsi sufficientemente
sugli animali, colpendoli o sgridandoli, per farli muovere velocemente. Mary Chipperfield Promotions: quattro elefanti africani, tre
femmine, un maschio. Un elefante asiatico, femmina. Alcuni esercizi minori, quali per esempio alzare la gamba, venivano eseguiti nel recinto degli elefanti, accompagnati da aggressioni ogni qualvolta gli animali non eseguivano l’esercizio corretto al primo colpo. Durante lo studio due elefanti vengono portati nel ring di addestramento al Mary Chipperfield’s. Rhanee, e più tardi Flora, il giovane elefante africano, vengono frustati violentemente nel ring come descritto precedentemente, Entrambi gli animali, Rhanee e Flora, nel ring venivano trattati con prepotenza e frustati, e non abbiamo osservato alcuna evidenza di quella relazione speciale fondata sulla fiducia, raccontata dagli addestratori come se fosse la norma. Monte Carlo International Circus Festival: tutti i guardiani
degli elefanti utilizzavano gli uncini per elefanti: bastoni appuntiti
in plastica, lunghi circa un metro, con, a un’estremità,
un cappuccio di metallo e all’altra un piccolo e affilato uncino
camuffato con dei nastri di cuoio. I felini sono stati filmati mentre entravano e uscivano dal ring/gabbie per gli esercizi: venivano presi a pugni, pungolati con bastoni appuntiti e pali, sgridati e terrorizzati dal frastuono delle spranghe picchiate con violenza sulle sbarre di metallo nel tunnel che porta alle gabbie. Al Chipperfield Enterprises, 19 leoni e tigri venivano tenuti in gruppi che facevano vita e sessioni di esercizi separati da tutti gli altri. Sebbene non esistesse un programma fisso di routine per ogni gruppo, ogni giorno uno o più gruppi andavano nel ring a esercitarsi e a provare lo spettacolo. Questi esercizi implicavano frusta, carne e comandi a voce. Gli animali che creavano scompiglio, che facevano perdere tempo e che non eseguivano la propria parte di esercizi in modo corretto non venivano nutriti, ciò avrebbe spronato i più perspicaci a portare a termine quanto gli era stato chiesto il giorno seguente. Questo significa che quando il loro compagno di gabbia veniva nutrito, gli animali che si erano comportati male potevano solo stare immobili a guardare. Le intimidazioni utilizzate per fare entrare e uscire gli animali dalle gabbie e gli esercizi eseguiti nel ring erano gli stessi osservati nei circhi che andavano in tour; spranghe di ferro picchiate con violenza sulle sbarre metalliche dei tunnel, grida, pungolate con bastoni, percosse con spranghe di ferro, lanci di spranghe di ferro sugli animali. Il risultato è che una volta che gli animali arrivavano nel ring erano già terrorizzati. Tuttavia le persone nel ring erano la loro fonte di cibo e di approvazione. La pratica di non nutrire i grandi felini, prima di doversi esibire nel
ring, è stata osservata anche al campo invernale del Mary Chipperfield
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