CONDANNE
PER MALTRATTAMENTI DI RICHIAMI VIVI
Comunicato del 21 novembre 2005
DUE CACCIATORI DI TREVISO CONDANNATI A 2.500 EURO CIASCUNO PER AVER MALTRATTATO
I RICHIAMI VIVI NELLA CACCIA DA APPOSTAMENTO
Nel processo svoltosi venerdì 19 novembre presso il Tribunale di
Treviso,il Giudice Silvio Maras, dopo aver sentito il Pubblico Ministero
Eloisa Galluppi e la difesa, ha condannato all'ammenda di 2.500 euro ciascuno,
i cacciatori Luciano Gomiero di Treviso, del 1961, e Valerio Piva di Quinto
di Treviso, del 1960, per il reato di maltrattamento animali e per la
violazione della legge sulla caccia.
I due cacciatori erano stati verbalizzati dalle Guardie Venatorie volontarie
della LAC – Lega per l'Abolizione della Caccia, il 19 gennaio 2003
a Canizzano, nel comune di Treviso, mentre esercitavano la caccia da appostamento
utilizzando come richiami vivi, un tordo sassello ed una Cesena, entrambi
detenuti in piccole gabbie sporche e piene di feci; il Tordo aveva una
ferita sanguinolenta all'ala e la Cesena aveva la coda completamente mutilata
delle dodici penne timoniere.
I due si erano precedentemente opposti al pagamento del decreto penale
di condanna del Giudice Zulian, pari a 1250 euro cadauno, arrivando così
al processo che aveva visto deporre le guardie verbalizzanti e denuncianti
della LAC: Andrea Zanoni nell'udienza di apertura del 24 giugno 2005 ed
Alessandra Trainiti nell'udienza di venerdì 19 novembre, ciò
perché la Trainiti lo scorso giugno aveva presentato un certificato
medico a causa di una gravidanza difficile.
Durante il processo il Giudice Silvio Maras ha ripreso il difensore degli
imputati, l'avvocato Ciprandi, perché alzando la voce avrebbe fatto
il processo alla testimone Trainiti.
Alessandra Trainiti, guardia LAC ed incinta di oltre sei mesi, ha dichiarato:
"Fortunatamente il giudice ha richiamato il difensore dei due cacciatori
imputati perché stava facendo il processo a me che ero la denunciante."
Andrea Zanoni, testimone nel processo e presidente della LAC, ha dichiarato:
"Questa condanna assume un'importanza rilevante perché riguarda
un fatto accaduto prima dell'entrata in vigore della nuova legge sul maltrattamento
degli animali, la n.189 del 2004, la quale prevede che molte sanzioni
sul maltrattamento non si applicano ai casi previsti dalle leggi speciali
in materia di caccia".
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