RICHIAMI
VIVI. COSA SONO, COME VENGONO UTILIZZATI
Video: IL
GRIDO DI CHI NON PUO' PARLARE
Cliccare il titolo per collegarsi alla pagina dove è possibile visionare il video
Ogni anno migliaia di merli, cesene, allodole, tordi bottacci,
tordi sasselli, mentre stanno migrando verso i paesi caldi:
Vengono catturati nelle reti, da persone pagate dalle Province, dopo essere
stati attirati da altri uccelli, che, chiusi nelle loro gabbiette, poste
in prossimità delle reti di cattura, hanno il compito di cantare
per intrappolare i loro simili.
Vengono tolti dalle reti e in preda al panico, vengono messi in minuscoli
contenitori per essere trasportati ai centri di distribuzione dove i cacciatori
stanno aspettando.
Ai centri di distribuzione vengono regalati ai cacciatori che li useranno
per effettuare la caccia da appostamento.
Sempre piu' terrorizzati, gli uccelli catturati vengono messi in sacchettini
o in gabbiette e vengono portati a casa del cacciatore che é diventato
il loro padrone. Durante tutti questi viaggi gli uccelli sbattono in continuazione
contro le pareti delle gabbie ferendosi. Le allodole sono gli uccelli
più stressabili e sbattono in continuazione la testa contro il
soffitto della gabbia.
A casa del cacciatore vengono messi, fino alla fine dei loro giorni, in
gabbie grandi al massimo 30 centimetri, disposti su scaffali, all'interno di scantinati
o sottoterra, in box, nelle cantine. Spesso questi locali sono semibui,
sporchi, umidi e malsani. Lo sterco degli uccelli, ognuno nella sua gabbietta,
rimane depositato a blocchi sugli scaffali, e viene rimosso molto raramente;
moltissimi degli uccelli appena arrivati muoiono perché non sopportano
la vita in cattività, molti rifiutano di mangiare, altri non riescono
a digerire quel nuovo mangime, così diverso dal cibo naturale,
altri continuano a sbattere e si feriscono fino alla morte, altri si lasciano
andare fino a morire. Ma alcuni sopravvivono, senza sapere quale terribile
sorte li aspetta, accettano quella nuova vita e verranno nutriti finché
canteranno bene, poi non serviranno più a nessuno e anche la natura
li rifiuterà perché non li riconoscerà più.
Apre la stagione di caccia (da settembre a gennaio) tutti i giorni, con
qualunque tempo atmosferico, il cacciatore si reca al suo capanno di caccia,
trasportando i suoi uccelli da richiamo, contenuti ognuno nella propria
gabbietta. Qui verranno appesi agli alberi e, contro natura, canteranno
per attirare e far cadere in trappola altri sventurati uccelli, che verranno
uccisi dal cacciatore nascosto nel capanno.
Finisce la caccia e gli uccelli, sempre rinchiusi nelle loro minuscole
gabbiette, vengono disposti sugli scaffali, in freddi e umidi locali,
con pochissima aria, con pochissima luce, con scarsa igiene. In queste
condizioni passeranno lunghi mesi finché, senza piu' accorgersi
che é arrivata primavera, si troveranno in estate.
Siamo nel mese di giugno: i cacciatori prendono i loro uccelli, gli strappano
un po' di penne, li mettono in locali completamente bui, e in questa terribile
condizione li lasciano, soli a sé stessi, per due lunghi, interminabili
mesi. Questa è la MUTA ARTIFICIALE tutti i cacciatori torturano
così i loro uccelli per fargli subire la muta delle penne, cosa
che in natura avviene spontaneamente all'approssimarsi della primavera;
é in questa meravigliosa stagione che gli uccelli, ricoperti dal
nuovo piumaggio, cominciano a cantare perché siamo nella stagione
degli amori. Ma la caccia é aperta in autunno e ai cacciatori serve
che gli uccelli cantino, come se fosse primavera, in autunno, quindi strappano
loro delle penne e li tengono al buio completo per indurli a credere che
sia inverno (in realtà siamo in piena estate: giugno e luglio)
e che, invece, l'autunno reale sia per loro primavera (hanno cambiato
le piume e hanno rivisto la luce: credono che dall'inverno si sia passati
alla primavera. In realtà dall'estate si é passati all'autunno).
Oltre alle sevizie gli uccelli subiscono uno scompenso del metabolismo,
non sanno più distinguere il giorno dalla notte, l'inverno dall'estate,
ecc., il sistema ormonale é completamente sconvolto.
Così trascorre la loro misera vita, quei pochi uccelli che riescono
a sopravvivere subiscono tutte le estati la muta artificiale. Man mano
che il tempo passa i loro muscoli si atrofizzano; non sono più
capaci di volare, non sanno più cosa significa trovare un compagno
e accoppiarsi. La coda si é rotta e non esiste più a furia
di sbattere contro le pareti della gabbia. Le zampe, a furia di stare
nello sporco e a furia di stare fermi in uno spazio così ridotto,
si riempiono di croste, di piaghe, molti uccelli perdono gli arti. Le
penne spariscono in molte parti del corpo lasciandoli nudi a sopportare
le intemperie (se piove, se c’è vento, in qualunque condizione
gli uccelli da richiamo, appesi ai loro alberi devono cantare).
"La mia vita con bambi" di Cristina Rovelli, Ed. Cosmopolis
I cacciatori dovrebbero riconsegnare i richiami vivi, una volta deceduti,
ai centri di raccolta per riceverne altri gratuitamente. Questo significa
che ogni cacciatore dovrebbe mantenere in vita i suoi richiami anche quando
smettono di cantare. Considerando il fatto che ogni cacciatore riceve
fino a 40 richiami vivi possiamo facilmente dedurre quanti uccelli, ogni cacciatore dovrebbe
continuare a mantenere “inutilmente” fino alla morte:
un richiamo che smette di svolgere la sua funzione non serve più
a nulla al cacciatore, diventa unicamente un costo e un fardello che non
gli permette di continuare l’attività venatoria a pieno ritmo.
E’ noto infatti da diverse testimonianze di guardie venatorie di
come in realtà spesso i cacciatori abbandonino i propri richiami
una volta che smettono di cantare, in modo che possano riceverne subito
altri.
Il problema è che questi uccelli abbandonati non sono più
in grado di volare, non sanno più procurarsi il cibo da soli, non
sanno più migrare e scappare dai predatori: non sono più
degli uccelli. E’ facile quindi immaginare quale sia la loro sorte.
Per palesare ulteriormente la crudeltà di questa pratica
riportiamo qui sotto le dimensioni delle gabbie utilizzate negli allevamenti
e nella detenzione di richiami vivi da parte dei cacciatori nelle Province
di Venezia, Firenze e nella Regione Marche:
| Lunghezza |
Larghezza |
Altezza |
Specie |
| 20cm |
15cm |
20cm |
Allodola 17cm
Passera d’Italia 15cm
Passera mattugia 13.5cm |
| 30cm |
25cm |
25cm |
Merlo 25cm
Cesena 25cm
Tordo bottaccio 22cm
Tordo sassello 20.5cm
Storno 21cm |
| 100cm |
50cm |
40cm |
Colombaccio 40cm
Pavoncella 30cm |
Il fatto che questa pratica inizi ad essere vietata anche a livello
locale in Italia, ci indica chiaramente la sua natura violenta e crudele.
|