BABY KILLERS
Introduzione:
Genitori che senza scrupoli cacciano in mano ai propri figli, ancora bambini (alcuni piccolissimi!), un cadavere e un fucile e li fotografano per metterli online in modo che tutto il mondo possa ammirare il lugubre spettacolo.
Quale mente perversa può arrivare a trasformare i propri figli in baby killers?
Le foto che vedete sotto sono state trovate in alcuni siti web di gruppi di cacciatori italiani.
Tutte con lo stesso soggetto, bambini sorridenti e fieri fotografati da un genitore, un amico di famiglia, un parente, o chicchessia, che con una mano impugnano un'arma e con l'altra la vittima uccisa con la stessa arma, bambini che accarezzano ingenuamente cadaveri di animali uccisi per divertimento. Foto con tanto di didascalie che esaltano la violenza e mettono inevitabilmente in evidenza la totale ignoranza (o scelleratezza) di queste persone rispetto a quello che fanno.
Lo sviluppo morale del bambino avviene per apprendimento e imitazione dell'ambiente familiare e sociale: criteri morali assorbiti nell'infanzia, verranno poi mantenuti in età adulta, anche in situazioni diverse. I primi anni di vita hanno perciò un'importanza straordinaria non solo nella formazione della personalità, ma anche nel comportamento sociale. Il ruolo dei genitori è fondamentale. In quel periodo si forma la concezione morale degli individui e perciò della società.
Questi bambini crescono con la convinzione che usare violenza su un essere indifeso renda onore e che uccidere sia lecito e divertente.
La desensibilizzazione e l'assuefazione alla violenza sono la migliore scuola per crescere persone capaci di ogni comportamento violento.
L'assistere ripetutamente ad atti di violenza produce infatti in molti individui una diminuzione della loro reattività emozionale alla violenza, per cui comportamenti violenti, che all'inizio vengono percepiti con disagio e angoscia, col passare del tempo vengono per così dire accettati come comportamenti più o meno normali. Non a caso le organizzazioni mafiose iniziano "i loro" bambini alla violenza facendoli assistere ai combattimenti tra i cani.
La desensibilizzazione e l'assuefazione alla violenza implicano anche la diminuzione o l'atrofizzazione dell'empatia, della capacità cioè di immedesimarsi negli altri sul piano cognitivo e su quello emozionale.
E' utile ricordare che l'empatia è lo strumento più efficace per prevenire, ridurre ed eliminare la violenza nei rapporti tra gli esseri umani e tra gli esseri umani e gli altri animali.
Fotografie provenienti da: http://www.caccia-cinghiale.com e http://www.ladoppietta.it









didascalia originale: "il mio cucciolo, il più piccolo, cresce bene"
"foto autorizzata dai genitori"

"Gorello con i suoi giovani allievi"

"Le piccole cacciatrici Emily e Desyreh il cocker bambola il setter
ombra con il bel carniere"

"Lorenzo & C. con un bellissimo carniere"
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